Year: 2015

Consumato dai baci – Sönderkysst

Elena dal Molin

L’icona ha una tecnica antichissima detta encausto. La tecnica prevede l’uso di una tavola di legno pregiato, stagionato e tenuto da chiavi per controllarne il movimento nel tempo. La tavola è rivestita da una tela di lino finissimo intriso nella colla di coniglio, perché aderisca; è poi rifinita con più mani di gesso e perfettamente levigata. I pigmenti usati per dipingere sono mescolati a cera punica, e sono mantenuti liquidi dentro un bracere. Questo procedimento aveva luogo perché l’immagine divenisse perpetua.

 

Ma i fedeli che giungevano alle icone votive, pregandole le accarezzavano, e secoli di baci, hanno reso le immagini nere, quasi monocrome. Le icone, le porte, le scale, perfino le ombre di Mats Bergquist, sanno questo passaggio e sono levigatissime, profonde e quasi monocrome.

Atipografia 1

Passando oltre la porta si giunge ad Ayasma/sorgente-d’acqua-purificatrice, che si presenta come una carta bianca con un foro ovale, nero. In quel foro si riflette la nostra immagine. Potremo avvicinarci per cercare tracce di luce dentro il foro. Quando guardiamo ai suoi piedi, troviamo un Daruma, Allt vad vi önskat - Tutto ció che abbiamo sempre desiderato.

 

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